Monastery for sale - STORIA

Cenni storici
Eremo delle grotte è anche noto come Eremo dei Frati Bianchi.
Le prime tracce riguardanti l'Eremo delle Grotte, situato nella gola del Corvo, tra Cupramontana e Poggio Cupro (Regione Marche), risalgono al XI secolo quando, nelle grotte dalle quali il monastero prende il suo nome, i monaci conducevano una vita di preghiera e penitenza. Nel 1520 il Beato Paolo Giustiniani, all’eremo delle grotte, creò e diffuse la nuova regola dei monaci eremiti della congregazione monastica Camaldolese del Monte Corona.

Nel 1520 il monastero diede ospitalità a Ludovico e Raffaele Tenaglia i quali, più tardi, avrebbero collaborato alla creazione dell'Ordine dei Cappuccini. L'intero complesso fu restaurato alla fine del 18esimo secolo dal monaco ed architetto Apollonio Trucchi.

In seguito all'occupazione Napoleonica e ad un decreto che, nel 1866, abolì le congregazioni religiose, e anche a causa della interpretazione distruttiva delle leggi durante l'Unificazione Italiana, il monastero fu saccheggiato perdendo un gran numero di preziose opere d'arte. Quando i monaci tornarono, dopo il 1866, non vi erano rimasti ne' la ricca biblioteca ne' l'altare di maiolica della scuola Della Robbia. Oggi parte dell'eredità artistica e culturale dell'Eremo dei Frati Bianchi può essere vista nella biblioteca municipale di Cupramontana, nella Galleria degli Uffizi a Firenze, nella galleria d'arte di Jesi o in collezioni private.

Un buon numero di personalità famose nell’ambito religioso soggiornarono al monastero, inclusi Beato Giovanni Maris, Matteo Sabbatini, Paolo Giustiniani, Ludovico e Raffaele Tenaglia, Beato Antonio da Recanati, Beato Girolamo da Sessa (dottore di Papa Leone X), Giustiniano da Bergamo e alcuni altri eremiti, che furono beatificati o santificati. L'eremo, del quale i Cuprensi sono molto orgogliosi, è stato fonte di ispirazione per scrittori e poeti, come Luigi Bartolini, Corradi, Bonci, Tesei

Nonostante l'importanza del posto, con il passare del tempo e a causa dell'incuria dell'uomo l'Eremo dei Frati Bianchi è stato lasciato in stato di abbandono; i muri e i soffitti sono gradualmente crollati e la foresta lussureggiante, i cui alberi e le cui piante erano stati attentamente selezionati nei secoli dai pazienti monaci, è minacciata dalla noncuranza.

Dal 2000 Eremo s.r.l. ha lavorato per salvaguardare e restaurare il monastero, un pezzo e un simbolo della storia marchigiana e Italiana, di civilizzazione e di fede religiosa.

Gli interventi di restauro hanno permesso di riportare l'Eremo a nuova vita: oggi è sede di congressi, eventi culturali, mostre e cerimonie di prestigio.